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FUTURO COOP

Il futuro delle cooperative sociali non può prescindere dal contesto economico e sociale che si è andato a definire in Italia negli anni della grande recessione. Come negli anni Settanta le prime cooperative sociali sono state capaci di interpretare i cambiamenti economici, culturali e sociali che stavano attraversando l’Italia, la sfida della cooperazione sociale degli anni Duemila è quella di reinterpretare il proprio ruolo nella società riuscendo a dare risposte innovative alle rapide trasformazioni che stanno interessando il Paese. Lavorando nel mercato senza interiorizzare i valori del mercato, utilizzando la finanza mantenendo però autonomia ed indipendenza, sviluppando un’innovazione che parte dai diritti delle persone più deboli. 

La sfida per i cooperatori sociali di oggi è essere tra i protagonisti del percorso di costruzione di un “nuovo” modello di sviluppo, non più legato alla finanza ma all’economia reale, capace di produrre positive performance economiche, sociali ed ambientali, allargando lo spettro della propria azione connettendo l’innovazione del welfare con nuovi percorsi di sviluppo locale.

Con la crisi in molte città ed in numerose aree rurali le cooperative sociali sono divenute tra le imprese più importanti della comunità, “fabbriche” in cui si produce valore sociale e valore economico, si genera fiducia e si costruiscono reti e legami sociali. La cooperazione sociale, infatti, per le sue caratteristiche, può essere “regista di luogo”, tra attori con peculiarità differenti, per la costituzione, lo sviluppo e l’animazione di reti locali.

In questo orizzonte la cooperazione sociale rappresenta un motore di sviluppo per la comunità, capace di aggregare risorse e promuovere processi di sviluppo partecipati, rinnovando il proprio ruolo nella società e reinterpretando l’art.1 della legge 381, che affida alla cooperazione sociale “ lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini”. Ci sono in Italia migliaia di cooperative sociali che stanno percorrendo traiettorie di sviluppo innovative che si fondano su pochi e ricorrenti ingredienti, che si concretizzano attraverso specifiche azioni e possono essere sostenute con adeguate politiche.

Inoltre, la cooperazione sociale sta dimostrando di essere protagonista attiva anche nei processi di sviluppo occupazionale e, da oltre trenta anni, rappresenta probabilmente l’unico veicolo per l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. Tuttavia, nonostante i risultati eccellenti raggiunti dalla cooperazione sociale, in termini di inserimento lavorativo, è necessario riformulare un percorso sociale con presupposti altri che portino il tema dell’inserimento lavorativo ad essere ri-discusso con il territorio, le istituzioni ed il mercato, alla luce di una profonda crisi  economica che ha cambiato i rapporti tra il settore pubblico e quello cooperativo.

Scarica qui la Carta di Gaverina Terme di Legacoopsociali

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