• innovazione

  • LAVORO

  • comunità

  • sviluppo

  • cooperazione

Agenda

Last month November 2017 Next month
M T W T F S S
week 44 1 2 3 4 5
week 45 6 7 8 9 10 11 12
week 46 13 14 15 16 17 18 19
week 47 20 21 22 23 24 25 26
week 48 27 28 29 30

FUTURO COOP

La Cooperativa Mondovisione nasce nel 2005 da un gruppo di 8 persone, con l’intento di sviluppare progetti legati alle tematiche delle politiche giovanili e dei servizi sociali. L’attività della cooperativa inizia con la partecipazione ad un bando del Comune di Cantu’ finalizzato alla gestione di uno spazio per giovani.

Ed è con l’approvazione del progetto che la cooperativa si costituisce ed inizia a sviluppare la propria attività seguendo modelli di integrazione sociale. L’intento della cooperativa - spiega Marco De Marco responsabile dell’area marketing e comunicazione  – è utilizzare la cultura e la creatività, per superare l’esclusione sociale, in luoghi di sperimentazione e collaborazione in cui la persona diviene il vero motore del cambiamento “slegandosi” dal servizio in se.

Il progetto “Parco Tittoni” è un esperimento di co-gestione tra la Pubblica Amministrazione ed il Terzo Settore. All’interno della Villa Tittoni si svolge un festival di 110 giorni dedicato alle attività culturali come il teatro ed il cinema.

 Ma per organizzare il Festival- spiega De Marco- c’è un grande lavoro oltre che una forte motivazione. Infatti, il progetto, si svolge in parallelo con il progetto “Parco delle Culture” che coinvolge un’ importante rete di cooperative dell’area Monza- Brianza. Il vantaggio di avere una rete sul territorio è sicuramente quello di poter lavorare per integrare il parco con la città ed i suoi abitanti, ma l’aspetto più difficile è gestire le relazioni con tutti i partner, molto diversi tra loro, dai commercianti al vicinato.

L’aspetto innovativo del progetto non è racchiuso nell’attività in se, ma nella modalità che conduce alla realizzazione del progetto stesso, nel quale la pubblica amministrazione programma le attività con la cooperativa Mondovisione. La pubblica amministrazione, infatti, non entra nella gestione pratica delle attività, che spetta alla cooperativa, ma ha l’importante ruolo di raccogliere le istanze dei cittadini. La cooperativa, attraverso un modello di Impresa Sociale, investe su beni pubblici che poi gestisce e quindi è la cooperativa stessa ad innescare processi di valorizzazione del bene. “Tuttavia - sottolinea De Marco- non è semplice far capire il  nostro meccanismo di investimento alle amministrazioni spesso ancora legate a logiche di investimento superate, ma anche noi dobbiamo migliorare dal punto di vista aggregativo cercando di coinvolgere maggiormente i cittadini. Per questo abbiamo ragionato insieme con l’Assessorato alla Cultura e le Politiche Giovanili del Comune di Desio per fare attività che coinvolgessero persone di tutte le età, in uno spazio aperto a tutti in cui si è intensificato il rapporto tra i cittadini ed i cittadini e la cooperativa.

Il progetto Parco Tittoni riesce a creare una sorta di piccola azienda in cui lavorano, ogni sera, circa 25 persone alcune delle quali partecipano a progetti di inserimento lavorativo, e due rifugiati richiedenti asilo i quali riescono ad integrarsi, lavorando in un contesto che agevola le  relazioni. Inoltre, nel bar all’interno del parco gestito dalla cooperativa Mondovisione e da Arci Tambourine, sono impiegate circa dieci persone.

L’aspetto interessante del progetto è legato alla capacità di creare relazioni  e reti sociali parallelamente all’attività economica che rende sostenibile il progetto. Infatti - prosegue De Marco- il risultato positivo che raggiungiamo è determinato anche da una resa economica elevata che permette di offrire alcune serate gratuite, con un un piccolo contributo del Comune di Desio.

Non di minore importanza è l’impatto sociale determinato dai tirocini finalizzati all’inserimento lavorativo di  giovani con difficoltà relazionali o con  lievi deficit cognitivi, i quali vengono inseriti in un circuito lavorativo che li abitua alle regole, ma in un contesto divertente che alleggerisce il carico del lavoro.

Non bisogna dimenticare - conclude Marco De Marco- che la Villa  ha una storia particolare  poiché, durante la precedente amministrazione commissariata per infiltrazioni mafiose, era stata data alle fiamme. Quindi, attraverso un’opera di riqualificazione del bene  da parte della cooperativa, il parco  è divenuto un punto di riferimento per la comunità che lo percepisce come uno spazio di cultura, di identità  e di libertà. Noi crediamo che con un sistema di co-progettazione del bene la pubblica amministrazione riesca a garantire un contributo economico sulla base di un rapporto fiduciario che instaura con la cooperativa, la quale investe con risorse personali  nella gestione del bene. In questo modo è possibile dar vita ad un progetto economicamente sostenibile, in grado di innescare processi relazionali che vanno ad incidere sull’equilibrio sociale della comunità.”

Registrati

Argomenti Popolari