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FUTURO COOP

Andrea BernardoniFuturo.coop, Legacoopsociali lancia una call per raccogliere imprese ed idee innovative. Intervista ad Andrea Bernardoni della presidenza nazionale: "Costruiamo insieme il futuro della cooperazione. Iniziamo con un lavoro di ricerca e presto sarà attivo un blog dedicato al progetto".
Si chiama futuro.coop ed è il nuovo progetto sull'innovazione di Legacoopsociali che sarà lanciato a breve. A spiegare cosa si tratta è Andrea Bernardoni, componente della presidenza nazionale

Che cosa è futuro.coop?

È un progetto e, prima di tutto, un percorso che abbiamo avviato per ragionare insieme sul futuro della cooperazione. Iniziamo con un lavoro di ricerca e presto sarà attivo un blog dedicato al progetto.  In questo momento, dopo la crisi, Mafia Capitale, le profonde trasformazioni che stanno attraversando il Paese riteniamo necessario confrontarci sul futuro della cooperazione sociale con l'obiettivo di "guardare lontano" superando la dittatura del breve termine.
Inoltre c'è la grande questione dell'innovazione. Oggi questo termine si sta consumando, potremmo dire che si sta usurando. Molto spesso quando parliamo di innovazione e di start-up innovative abbiamo in mente le imprese di successo della new economy: Facebook, Google, e via dicendo. Credo che questi campioni dell'economia globale non rappresentino dei modelli per le cooperative sociali che dovrebbero guardare ad altre realtà come Linux, Arduino o Wikipedia cioè esperienze in cui l'innovazione è aperta e collaborativa.

Negli ultimi anni molto spesso le cooperative sociali sono state spinte a replicare modelli organizzativi ed imprenditoriali delle società di capitali come se, per essere competitive nel mercato, avessero bisogno di omologarsi alle strategie e comportamenti delle imprese for profit. Ritengo questa scelta un errore, esiste un'ampia letteratura che attribuisce alle cooperative sociali degli specifici vantaggi competitivi rispetto agli attori pubblici ed alle realtà for profit dovuti alla capacità di costruire fiducia e legami sociali e di coordinare una pluralità di risorse in modo da dare risposte ai bisogni riconosciuti dalle persone che vivono nella comunità. Credo che futuro.coop possa servire anche a costruire un "pensiero collettivo" su questi temi.

Quali sono, secondo te, le sfide per la cooperazione sociale del futuro?

Oggi la sfida per la cooperazione sociale è innovare alleandosi con la comunità, essere motori di cambiamento economico, sociale, culturale ed ambientale. Stare dalla parte di chi vuole cambiare le cose, cambiare il welfare, cambiare le dinamiche di sviluppo locale, cambiare il modo di gestire i beni comuni, cambiare il modo di produrre e consumare energia.

La crisi ci ha detto in modo chiaro e, direi, inequivocabile che l'attuale modello di sviluppo, fondato sulla finanza e sul debito e slegato dall'economia reale, non è più replicabile all'infinito, la crescita non potrà più essere illimitata. Sono emersi i limiti della crescita insensata legata alla finanza. Non è realisticamente immaginabile per i paesi avanzati riprendere dinamiche di sviluppo analoghe a quelle pre-crisi. I limiti, prima che economici, sono ambientali e sociali.

Credo che la sfida per i cooperatori sociali di oggi è partecipare alla costruzione di "nuovo" modello di sviluppo, ancorato ai territori ed ai luoghi, capace di valorizzare il lavoro e le risorse presenti nelle comunità, che punta a costruire un'economia verde ed inclusiva in cui si riducono le enormi disuguaglianze che negli ultimi decenni si sono aumentate a dismisura. In questa logica le cooperative sociali hanno l'opportunità di allargare lo spettro della propria azione connettendo l'innovazione del welfare con nuovi percorsi di sviluppo locale, puntando sul coinvolgimento dei cittadini che saranno i protagonisti della nuova economia.

Come mai avete lanciato una call per far emergere le esperienze innovative?

Vogliamo coinvolgere ed attivare tutte le energie e le idee presenti tra le cooperative sociali e nelle comunità in cui le nostre imprese operano, per questo abbiamo deciso di lanciare una call pubblica a cui potranno rispondere tutti i cooperatori che vogliono mettersi in gioco e costruire insieme la cooperazione del futuro.

La call sarà aperta sino al prossimo 25 febbraio, il modulo per rispondere è disponibile sul sito della nostra organizzazione (www.legacoopsociali.it). La call è uno strumento che utilizziamo per far emergere le tante esperienze diffuse in tutto il territorio nazionale in cui le cooperative sociali stanno facendo cose splendide con alto valore sociale ed economico. Esperienze che spesso sono isolate e non sono conosciute. La nostra idea è farle emergere, dare loro voce, metterle in rete e mettere al loro servizio gli strumenti di cui dispone una grande organizzazione come Legacoop, non è un caso che il primo partner del progetto è Coopfond, il fondo mutualistico che promuove lo sviluppo delle imprese cooperative.

Con Fututo.coop insieme ai cooperatori che, è bene ricordarlo sono in larga parte giovani ed altamente qualificati,vogliamo "re-immaginare" il ruolo della cooperazione nell'Italia degli anni duemila.

Redazione

@nelpaeseit

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